Rider, driver e lavoratrici e lavoratori che operano sulla strada sono sempre più esposti agli effetti delle ondate di calore. La FILT CGIL Roma e Lazio: servono prevenzione, contrattazione e responsabilità.
Il caldo estremo non è più un fenomeno eccezionale. Le temperature sempre più elevate e il ripetersi delle ondate di calore stanno modificando concretamente le condizioni di lavoro di migliaia di persone, soprattutto di chi opera all'aperto, sulla strada e alla guida oppure per chi lavora nei magazzini non adeguatamente climatizzati.
Nell'intervista-dossier pubblicata da L'Espresso trovano spazio anche le testimonianze di due RSA della FILT CGIL Roma e Lazio, un rider e un driver, che raccontano la fatica e le difficoltà quotidiane di chi continua a lavorare durante le giornate più calde dell'estate, ma anche le buone prassi negoziali messe in campo.
Per la FILT CGIL Roma e Lazio si tratta di una questione che non può essere affrontata soltanto come un'emergenza stagionale. Il caldo estremo è diventato un vero e proprio fattore di rischio per la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori e deve essere affrontato attraverso una prevenzione strutturale.
Disidratazione, affaticamento, perdita di concentrazione, malori e aumento del rischio di incidenti sono condizioni che possono incidere pesantemente su chi trascorre molte ore sulla strada. Per questo non è sufficiente intervenire quando il problema si manifesta: occorre anticipare il rischio e organizzare il lavoro tenendo conto delle condizioni climatiche.
Ordinanze e contrattazione
La FILT CGIL Roma e Lazio, insieme alla CGIL di Roma e del Lazio, sta lavorando con l'Amministrazione regionale affinché le misure di tutela siano sempre più puntuali, tempestive ed efficaci.
Le ordinanze rappresentano uno strumento importante, ma devono essere accompagnate da una concreta applicazione nei luoghi di lavoro e da una costante attività di monitoraggio.
Accanto all'intervento delle istituzioni, è fondamentale il ruolo della contrattazione. Turni, pause, tempi di recupero, disponibilità di acqua, organizzazione dell'attività e possibilità di interrompere il lavoro in presenza di condizioni di rischio devono essere oggetto di confronto e di precise misure di tutela.
La sicurezza, infatti, non può essere affidata alla scelta individuale del lavoratore. Dire a una persona "se stai male fermati" non basta se fermarsi significa perdere una consegna, un turno o una parte del proprio reddito.
La prevenzione significa invece valutare prima i rischi e mettere il lavoratore nelle condizioni di non dover scegliere tra la propria salute e il proprio lavoro.
La salute viene prima di tutto
Il cambiamento climatico impone di ripensare anche le politiche di salute e sicurezza sul lavoro. Le temperature estreme non possono più essere considerate un evento occasionale: devono entrare stabilmente nella valutazione dei rischi e nell'organizzazione del lavoro.
Come FILT CGIL Roma e Lazio continueremo a lavorare con le istituzioni e nei luoghi di lavoro per rafforzare le tutele, attraverso la contrattazione e il ruolo delle rappresentanze sindacali.
Perché nessuna consegna, nessun turno e nessun obiettivo produttivo può valere il rischio di compromettere la salute di chi lavora.


