CAREGIVER E LAVORO: LA CASSAZIONE AMPLIA LE TUTELE CONTRO LE DISCRIMINAZIONI


Una recente pronuncia della Corte di Cassazione (sentenza n. 9104 del 10 aprile 2026) segna un passaggio importante nella tutela dei lavoratori caregiver, cioè di coloro che assistono familiari con disabilità. Si tratta di una decisione destinata ad avere un impatto concreto sull’organizzazione del lavoro e sulle politiche aziendali.

La vicenda nasce dalla richiesta di una lavoratrice, madre di un figlio minore con disabilità permanente, di essere assegnata stabilmente a un turno di mattina, o comunque compatibile con le esigenze di assistenza. L’azienda, ATAC, aveva però concesso soltanto soluzioni temporanee, senza accogliere in via definitiva la richiesta. La dipendente ha quindi avviato un’azione giudiziaria, sostenendo di essere stata vittima di una discriminazione indiretta.

Nel corso del giudizio, la Cassazione ha ritenuto necessario interpellare la Corte di giustizia dell'Unione europea per chiarire l’interpretazione della normativa antidiscriminatoria europea, in particolare della direttiva 2000/78/CE. Il contributo della Corte europea è stato determinante per definire l’estensione delle tutele anche ai caregiver.

Alla luce di questo intervento, la Cassazione ha cassato la sentenza d’appello sfavorevole alla lavoratrice e ha affermato principi di grande rilievo. In primo luogo, il divieto di discriminazione indiretta fondata sulla disabilità non riguarda solo le persone disabili, ma si estende anche ai lavoratori che prestano assistenza a un familiare in tale condizione. Inoltre, il datore di lavoro è tenuto ad adottare anche nei confronti del caregiver soluzioni ragionevoli, secondo quanto previsto dalla normativa europea e nazionale; la mancata adozione di tali misure può integrare una forma di discriminazione indiretta, salvo che comportino un onere sproporzionato. Infine, non può considerarsi adeguato il ricorso a misure soltanto provvisorie quando le esigenze di assistenza sono permanenti, soprattutto se tali soluzioni si protraggono per un periodo irragionevolmente lungo.

La sentenza, ottenuta anche grazie all’azione legale promossa dall’avvocata Mara Parpaglioni della Filt Cgil di Roma e Lazio, rappresenta un passo avanti concreto nella tutela dei caregiver. Il principio affermato è chiaro: anche a questa categoria devono essere garantiti gli stessi accomodamenti previsti per le persone con disabilità.

Le implicazioni per le aziende sono rilevanti. Non è più sufficiente offrire soluzioni temporanee o parziali: diventa necessario valutare in modo serio e strutturato le esigenze dei caregiver e adottare misure effettive e stabili. In caso contrario, il rischio è quello di incorrere in condotte discriminatorie, con conseguenze giuridiche significative.

Questa pronuncia si inserisce in un percorso evolutivo del diritto del lavoro sempre più attento ai temi dell’inclusione e della cura familiare, riconoscendo il ruolo fondamentale dei caregiver e rafforzando le tutele a loro favore anche nei contesti professionali.