lunedì 20 maggio 2019

21 MAGGIO SCIOPERO NAZIONALE LAVORATORI DEL TRASPORTO AEREO, PRESIDIO AEROPORTO DI FIUMICINO

In occasione dello sciopero indetto per il 21 maggio, le OO.SS. hanno organizzato un presidio unitario per dare massima visibilità alla vertenza.

Il presidio di tutti i lavoratori del settore si svolgerà in aeroporto T1 partenze porta 4 5 dalle ore 10,00 alle 14,00. Sono invitati tutti i lavoratori a partecipare a questa importante iniziativa per dimostrare alle istituzioni tutte la preoccupazione che i lavoratori vivono ormai da troppo tempo e senza ancora nessuna risposta concreta su una soluzione seria.

Pertanto partecipiamo numerosi e dimostriamo tutta la nostra determinazione affinché si possa arrivare in tempi brevi ad un rilancio di Alitalia e di tutto il settore del trasporto aereo e dell'industria aeronautica Italiana.





giovedì 16 maggio 2019

21 MAGGIO SCIOPERO DI TUTTO IL TRASPORTO AEREO ITALIANO


È da poco terminata l'assemblea unitaria, molto partecipata, dei delegati ed iscritti di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti ed Ugl TA che ha CONFERMATO lo sciopero di 24 ore del 21 maggio 2019 di Piloti, Assistenti di Volo, Tecnici di manutenzione e Personale di Terra di Alitalia e di tutto il Trasporto Aereo Italiano.

L'azione di sciopero si rende inevitabile a fronte delle seguenti criticità irrisolte:
  • Rinnovo del CCNL che deve essere equiparato ai nuovi livelli del mercato, creando un sistema certo di appalti/subappalti che applicano a tutto il perimetro il CCNL di settore del Trasporto Aereo, non possa più generare situazioni di Dumping.
  • Previsione della clausola sociale affinché sia esigibile tra tutti gli operatori del settore e che garantisca gli stessi diritti normo/retributivi a colore che devono migrare da un'azienda all'altra per seguire l'attività svolta.
  • Riforma del Trasporto Aereo in termini di regole e di concorrenza per eliminare le asimmetrie competitive che, ancora oggi, creano dumping tra le compagnie aeree che operano in Italia.
  • NewCo Alitalia e futuro Piano Industriale che dovrà consentire il rilancio e la crescita con investimenti adeguati, in particolare modo sulla flotta di Lungo Raggio del quale, ad oggi, non si hanno certezze.
  • Impegno del Governo affinché sia assicurato l'attuale perimetro aziendale in ogni area contrattuale, salvaguardando le professionalità esistenti e prevedere la manutenzione ed i servizi di Handling come aree di business altrettanto strategiche.
  • Fondo Di Solidarietà del Trasporto Aereo che dovrà essere finanziato strutturalmente per consentire il sostegno all'occupazione ed alla riqualificazione di tutto il personale del trasporto aereo.
  • Norma legislativa anti dumping contrattuale che garantisca il CCNL del settore come minimo normo retributivo applicabile nel settore che il Governo deve emanare come si è impegnato a fare.
Queste sono, a nostro avviso, le motivazioni per le quali tutto il personale del settore.

I Dipartimenti Nazionali Trasporto Aereo FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e UGL T.A.

mercoledì 15 maggio 2019

COMUNICATO DEI COMITATI DEI PENDOLARI DEL LAZIO CONTRO IL TAGLIO AL FONDO NAZIONALE TPL

In qualità di comitati che operano a tutela degli interessi dei pendolari del Lazio, esprimiamo una profonda preoccupazione per il futuro dei trasporti pubblici in Italia e nella nostra regione. Il taglio ai finanziamento del Fondo nazionale del Trasporto Pubblico Locale, previsto nella legge di stabilità, ammonta a 350 milioni di euro in un settore che, invece, ha bisogno di investimenti per nuove opere, manutenzioni, ammodernamenti, per aumentare l'occupazione migliorando le condizioni di quanti oggi lavorano nel trasporto pubblico. In poche parole, servono più investimenti per rendere più efficiente il servizio ai cittadini in linea con i livelli europei.

Il taglio previsto produrrà invece un peggioramento esponenziale della situazione, dato che nel settore dei trasporti l'assenza di investimenti crea danni e l'assenza di finanziamenti pubblici produce squilibri del sistema, aumenti delle tariffe e disoccupazione.
Come pendolari chiediamo alle istituzioni, agli EE LL, agli amministratori locali ed ai politici di attivarsi perché siano evitati i tagli previsti e perché riprendano gli investimenti.
Esprimiamo solidarietà ai lavoratori del settore, al loro impegno e professionalità esercitata troppo spesso in mezzo a mille difficoltà. Per questo saremo presenti con una nostra delegazione al presidio programmato dai sindacati il prossimo 16 maggio al Ministero dei Trasporti: il TPL va sostenuto e non demolito!

Comitato Pendolari Roma Ostia; Comitato Pendolari FL3 Lago di Bracciano; Comitato Pendolari Ferrovia Roma nord; Comitato pendolari Roma Cassino Express (FL6); Comitato Pendolari FR8a Carrozza (Roma-Nettuno); Associazione Pendolari Stazione Minturno-Scauri; Comitato pendolari Monte San Biagio; Comitato Pendolari Orte Co.Pe.O. 2.0 e Comitato Pendolari Reatini


lunedì 13 maggio 2019

23 MAGGIO, SCIOPERO NAZIONALE DI 24 ORE IN TUTTI I PORTI ITALIANI

Roma, lì 13 maggio 2019 - “PER il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, strumento insostituibile di regolazione di competitività del sistema nazionale, PER i diritti dei lavoratori, PER la portualità anche in assenza di dialogo con il Governo

La portualità italiana sta attraversando un momento di grande vulnerabilità. La fase di stallo del negoziato per il rinnovo del Ccnl dei porti non rappresenta soltanto la distanza tra le diverse sensibilità tra le parti ma l’avvio del tentativo di destrutturare pezzo dopo pezzo l’attuale sistema regolatorio vigente nei porti italiani a fronte di una piattaforma “essenziale" calibrata sulle prospettive del lavoro portuale.

La totale assenza di una regia da parte del MIT sta generando una portualità divisa e senza una strategia comune, alla mercé delle compagnie armatoriali, che hanno conquistato gran parte dei terminal italiani esponendo i nostri porti, ed i lavoratori portuali, a grandi incertezze, considerando anche le nostre forti preoccupazioni per l'automazione delle operazioni portuali ed il progressivo ed inesorabile invecchiamento dei lavoratori nonché la loro inevitabile usura.

È per queste ragioni che occorre che il MIT, di concerto con le Autorità di sistema portuale, assieme alle parti sociali, dia concreta attuazione ai piani dell’organico porto. Ed è per questo che abbiamo chiesto di individuare uno strumento in grado di accompagnare alla pensione tutti i lavoratori e di regolamentare gli effetti, sugli organici, dell’automazione del ciclo produttivo e, conseguentemente, l'accesso alle risorse di cui al comma 15bis della vigente normativa.

Comprimere i diritti dei lavoratori, forse, può produrre benefici ma soltanto per i cd. “nuovi terminalisti” dell’imprenditoria armatoriale e dei fondi finanziari. Riteniamo assordante, quindi complice, il silenzio del Governo – riluttante ad ogni richiesta di incontro delle OO.SS. – e del Ministero competente, per niente vigile sulle innumerevoli irregolarità registrate nella gestione e applicazione della norma di molte AdSP.

Il controllo superficiale dei criteri autorizzativi del mercato delle imprese, la scarsa vigilanza sui requisiti minimi nel mercato del lavoro, e sull’autoproduzione delle operazioni portuali, la gestione delle autorizzazioni/concessioni, la destrutturazione degli uffici del lavoro portuale nelle AdSP e la modifica della loro natura giuridica sono alcuni degli altri temi oggetto di palesi violazioni della norma e interpretazioni soggettive che anziché mettere a frutto le enormi potenzialità del nostro Paese, di fatto, lo stanno condannando all'arretramento.

I lavoratori dei porti hanno ben chiari quali sono i problemi che si annidano intorno allo stallo del rinnovo del Ccnl e quindi si oppongono a qualsiasi ipotesi di snaturare la funzionalità dei porti e il sistema di regolazione ad esso riconducibile.

Non intraprendere questa battaglia significherebbe abbandonare la “mission” dell’interesse generale della portualità. Non accettiamo che venga scaricato sui lavoratori il peso della “insipienza” politica e Istituzionale né la volontà di privatizzare I profitti ed accollare i debiti sulla collettività. Pretendiamo un contratto che sia in grado di ridare potere d’acquisto al lavoratori e capace di rispondere alle esigenze della portualità! Queste le motivazioni e le peculiarità del mondo del lavoro portuale che non si è mai arreso e mai si arrenderà!

Le Segreterie Nazionali

sabato 11 maggio 2019

TRASPORTI: SINDACATI, 16 MAGGIO PRESIDIO A MIT CONTRO TAGLI AL TPL

ROMA, 10 maggio 2019 - "Si terrà a Roma giovedì 16 maggio dalle 10:30, davanti alla sede del Ministero dei Trasporti, un presidio dei lavoratori del trasporto pubblico locale, per chiedere l'avvio da parte del Ministero di un confronto che esamini le diverse ed importanti problematiche che riguardano soprattutto Risorse, Affidamenti e Sicurezza, che stanno impattando negativamente sul settore". Ne danno notizia Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl FNA, sottolineando che "continua a destare molta preoccupazione il paventato taglio di 300 milioni di euro al Fondo nazionale del trasporto pubblico locale e quello dei 50 milioni destinati alla copertura degli oneri di malattia, nonostante l'accordo dell'ultima ora intervenuto in sede di conferenza stato-regioni, che riteniamo ancora pieno di ambiguità ed incertezze". "Le Regioni 'impongono' al Governo - spiegano le organizzazioni sindacali - l'impegno, in sede di approvazione della legge di assestamento del bilancio statale, di ripristinare i 300 milioni, senza includere gli oneri per malattie, ma è evidente che il taglio, confermato dal decreto di liquidazione dell'80% del Fondo, a firma del Ministro Toninelli, è ancora vigente, a dispetto dei proclami propagandistici di alcuni rappresentanti delle forze di governo. Inoltre non è completamente rassicurante la prospettiva che le regioni si impegnino a non far gravare sulle aziende del settore le criticità derivanti dai tagli, compatibilmente con le disponibilità dei propri bilanci". "Aspettiamo quindi la legge di assestamento del bilancio e che il Ministro e il Governo mantengano l'impegno preso in Conferenza Stato-Regioni. Per ora - denunciano infine Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl FNA - rimane il fatto che i tagli avrebbero un effetto dirompente per la tenuta del sistema, con gravi conseguenze nell'ambito dei servizi al cittadino e con enormi problemi occupazionali nel settore, mentre invece occorrerebbe stabilizzare il Fondo, garantendo le risorse necessarie".

Fonte ANSA

ATTIVO UNITARIO PER SCIOPERO GENERALE DEL TRASPORTO AEREO ALITALIA 21 MAGGIO 2019

Roma, 10 maggio 2019 - La lunga proroga dell’amministrazione straordinaria di Alitalia SAI, senza che nessuna decisione industriale o prospettiva di sviluppo sia stata, chiaramente e inequivocabilmente, resa nota dal Governo o da FS, rende ancora più incerto il futuro dell’Azienda e degli oltre 11.000 lavoratori e lavoratrici, che ne fanno parte.

Nulla lascia presagire, al momento, che al di là delle dichiarazioni di intenti di qualcuno, essa si chiuda senza impatto sul fronte del lavoro, in termini di esuberi di lavoratori e lavoratrici, sia dipendenti diretti della Compagnia che delle Imprese dell’indotto, e di tagli al costo del lavoro.

Al momento ci sono ancora 830 lavoratori e lavoratrici che sono in CIGS, di questi una parte a 0 ore, formalmente fuori dal lavoro da almeno due anni e ancora senza una previsione certa di rientro e di riqualificazione.

Persistono una serie di criticità legate sia al personale navigante che al personale di terra totalmente irrisolte, in quanto lo stato giuridico di amministrazione straordinaria non consente la risoluzione della maggior parte di queste, una fra tutte, ad esempio, gli scatti di anzianità. Persiste un quadro di incertezza rispetto al futuro aziendale, che sta producendo stress e disagio per tutti i lavoratori e le lavoratrici dipendenti della Compagnia.

L’incertezza delle prestazioni del Fondo di Solidarietà, che non può far attendere lunghi mesi per il riconoscimento delle erogazioni di integrazione, mettendo in difficoltà la vita delle famiglie dei lavoratori. Le nuove disposizioni normative hanno dimezzato le risorse ad esso destinate, nelle quantità e nel tempo, mentre la certezza delle prestazioni del Fondo di Solidarietà è indispensabile soprattutto in questo momento di crisi aziendale.

All’insicurezza che genera l’annuncio della crisi non può sommarsi il timore della mancanza di quei dignitosi ammortizzatori sociali che negli ultimi anni hanno consentito ai lavoratori ed alle loro famiglie di non cadere nelle condizioni di povertà e miseria.

Contro la totale assenza di soluzioni e interventi da parte del Governo per sostenere concretamente, con i fatti e non solo a parole, un’Azienda e un settore strategico per l’intera economia del Paese, un settore che vive di una costante crisi occupazionale e di impresa, ingiustificata rispetto al paradosso della costante crescita di volumi di traffico, passeggeri e cargo, sempre più lowcostizzato;

Contro la mancanza di una concreta legislazione che riordini il settore e che contrasti il dumping contrattuale imponendo, come unico minimo normativo e retributivo il Ccnl di settore, a salvaguardia dell’occupazione e dei salari e della qualità del servizio, per arginare e respingere il modello irregolare low cost.

Per sostenere il rinnovo del CCNL del Trasporto Aereo, ormai scaduto da quasi tre anni, a tutela dell’imprese e della qualità dell’occupazione, che sia stimolo e volano di una crescita sana e di qualità di Alitalia e dell’intero settore;

Per tutti questi motivi e per discuterne insieme in preparazione allo sciopero del 21 maggio p.v. per agire affinché lo sciopero abbia la più massiccia e convinta adesione da parte dei lavoratori e delle lavoratrici di Alitalia, è indetto un attivo il giorno 15 maggio dalle ore 10.00 alle ore 16.00, presso la Sala Fredda di via Buonarroti 51, a Roma. La mattina la riunione svilupperà le tematiche generali dell’intero settore e nel pomeriggio proseguirà più approfonditamente sulla vertenza Alitalia.

Vi invitiamo alla massima partecipazione.

Le Segreterie Nazionali


mercoledì 8 maggio 2019

PORTI: SINDACATI, 23 MAGGIO SCIOPERO NAZIONALE PER CONTRATTO

Roma, 8 maggio 2019 - "Sciopero nazionale di 24 ore di tutti i lavoratori dei porti il prossimo 23 maggio". Lo proclamano unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti "per la fase di stallo, dovuta alla indisponibilità datoriale, nella trattativa per il rinnovo del contratto nazionale del settore". "Il contratto unico di settore, in quanto valore insostituibile di regolazione e di tutela - spiegano - è uno dei temi centrali alla base della vertenza a salvaguardia del lavoro portuale e delle proprie specificità. Oggi nei mutamenti in atto nei porti italiani, con la partecipazione di compagnie di navigazione e fondi finanziari negli assetti delle imprese terminaliste, la strategia è rivolta a ricavare tagli di costo nelle filiere a spese dei lavoratori portuali e delle condizioni di lavoro e di sicurezza. Una situazione - evidenziano - ignorata dal Governo che elude ogni richiesta di confronto con i sindacati e trascurata da molti presidenti delle Autorità di Sistema che non svolgono il previsto ruolo di garanti nel funzionamento dei porti, che sono perni del sistema paese". 
Fonte ANSA