lunedì 12 agosto 2019

AUTOSTRADE: SECONDA AZIONE DI SCIOPERO IL 25 E 26 AGOSTO 2019

Le Segreterie Nazionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Sla-Cisal e Ugl Viabilità e Logistica esprimono grande soddisfazione per la massiccia adesione riscontrata nella prima azione di sciopero del 4 e 5 agosto uu.ss. e ringraziano tutte le lavoratrici e i lavoratori che, rinunciando a parte della loro retribuzione, hanno garantito il loro sostegno, dimostrando di credere fortemente negli obiettivi prefissati per il rinnovo.

Un particolare ringraziamento va dato anche agli stagionali che, nonostante le “pressioni” e, in alcuni casi, le “minacce” ricevute dalle aziende, hanno coraggiosamente aderito allo sciopero, convinti di fare un investimento per il loro futuro nel settore.

Si ritiene, altresì, doveroso stigmatizzare il comportamento di molte aziende che, per non far venir meno gli incassi della giornata, hanno “sequestrato” gli utenti presso molti caselli, provando a scaricare, di fronte all’opinione pubblica, le responsabilità sulle lavoratrici e i lavoratori in sciopero.

Quelle lavoratrici e quei lavoratori che, quotidianamente, sono al servizio degli utenti, al fine di garantire agli stessi sicurezza e servizi, in alcuni casi anche a rischio della propria vita, anche nella giornata in cui si è svolto lo sciopero.

A tale proposito, è doveroso ricordare il grave incidente occorso a Renato, un collega Ausiliario alla Viabilità della Direzione di Tronco di Genova di ASPI che, proprio domenica 4 agosto, mentre dava assistenza ad un’autovettura in panne in una galleria è stato investito, insieme a due agenti della Polstrada (rimasti lievemente feriti), da un Autocarro, e che ora versa in gravi condizioni. Le Segreterie Nazionali esprimono la loro vicinanza a Renato e ai suoi cari confidando nel superamento della fase critica e nella sua piena guarigione.

Ritornando al merito della vertenza, le Segreterie Nazionali hanno dichiarato una seconda azione di sciopero di 4 ore per i prossimi 25 e 26 agosto 2019, ricordandone i punti salienti che sono:
  • garantire ai lavoratori clausole di salvaguardia occupazionale ed il mantenimento delle condizioni economiche/normative acquisite in caso di eventuale cambio di titolarità della concessione;
  • garantire ai lavoratori aumenti di stipendio che, oltre a consentire il recupero il potere d’acquisto dei salari, apprezzino adeguatamente anche le loro professionalità e che tengano conto dei significativi risultati economici raggiunti dalle aziende del settore;
che si svolgerà con le seguenti modalità:

Comparto Esazione e personale turnista

  • dalle ore 10,00 alle ore 14,00 e dalle ore 18,00 alle ore 22,00 di Domenica 25 agosto
  • dalle ore 22,00 di Domenica 25 agosto alle ore 2,00 di Lunedì 26 agosto

Il personale impiegato con turni sfalsati/spezzati effettuerà le ultime 4 ore della prestazione, fatte salve diverse indicazioni fornite a livello di ogni singola Azienda/Unità Produttiva

Personale tecnico/amministrativo

  • Le prime 4 ore della prestazione/turno di lavoro di lunedì 26 agosto p.v.
Si precisa che per personale tecnico/amministrativo si intende tutto il personale non turnista non sottoposto alla regolamentazione dello sciopero, compreso quello addetto ai servizi di carattere commerciale (Punto Blu, Centro Servizi, ecc.).

Si precisa, altresì, che il personale addetto al monitoraggio degli automatismi (es: MCR/MCT) non è sottoposto alla Legge 146/90 e conseguentemente può aderire allo sciopero perché non precettabile. Viste le specificità riscontrabili in ogni singola azienda per quanto riguarda la organizzazione del lavoro e degli orari, ferma restando la durata dello sciopero pari a di 4 ore e la loro collocazione nell’ambito delle giornate del 25 e 26 agosto 2019, le strutture sindacali locali potranno comunicare diverse modalità di adesione inerenti eventuali specifiche necessità.

Inoltre, le Segreterie Nazionali hanno proclamato il blocco delle prestazioni straordinarie e supplementari, dal 17 agosto al 15 settembre 2019.

Dallo sciopero e dal blocco degli straordinari resta escluso tutto il personale sottoposto alla legge 146/90 e s.m.i. nonché alla regolamentazione provvisoria di settore.

Per quanto riguarda le scelte fatte in merito alle modalità di esercizio della lotta sindacale, le Segreterie Nazionali, valutando che la vertenza non si potrebbe chiudere in tempi brevi, hanno ritenuto opportuno “dosare” le forze da mettere in campo, tenendo anche conto del fatto che fino al 3 settembre 2019 il personale soggetto alla regolamentazione dello sciopero non potrà partecipare.

INFINE, VISTI ALCUNI COMPORTAMENTI MESSI IN CAMPO DALLE AZIENDE DURANTE LO SVOLGIMENTO DELLO SCIOPERO, SI DIFFIDANO LE STESSE DAL REITERARE L’EFFETTUAZIONE DI INIZIATIVE LESIVE DEL DIRITTO DI SCIOPERO, INVITANDO NUOVAMENTE LE STRUTTURE SINDACALI TERRITORIALI/AZIENDALI A DENUNCIARE PRESSO LE SEDI COMPETENTI OGNI SINGOLA VIOLAZIONE/ABUSO.

venerdì 2 agosto 2019

PORTI. REGIONE LAZIO PROPONE PATTO CONDIVISO PER CIVITAVECCHIA

Roma, 2 agosto 2019 - "Oggi abbiamo ricevuto le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil della categoria trasporti in relazione alla situazione di difficoltà che interessa il porto di Civitavecchia. Abbiamo così dato seguito alla richiesta di incontro dei sindacati per affrontare le criticità derivanti non solo dalla riduzione che già da anni interessa il traffico merci, ma anche dalla contrazione del traffico di carbone destinato all'approvvigionamento della centrale termoelettrica Enel. Da parte dei sindacati abbiamo ricevuto diverse proposte di breve, medio e lungo periodo, tra le quali la trasformazione della Zona Logistica Semplificata (zls) in Zona Economica Speciale (zes) nonché il potenziamento infrastrutturale dell'area portuale e il riconoscimento di Civitavecchia come area di crisi complessa. 

Abbiamo ribadito la massima attenzione della Regione sulla realtà portuale e sulle criticità, accentuate dall'uscita di Enel dal carbone prevista nel 2025. Crediamo sia necessario avviare un progetto di riconversione che sia in grado di tutelare l'occupazione diretta e indiretta, le attività e lo
sviluppo del territorio di Civitavecchia. Per questa ragione è importante elaborare una strategia condivisa con tutte le parti interessate, a partire dall'autorità portuale in concorso con Enel e con la partecipazione di tutti i sindacati confederali e delle varie categorie, nonchè associazioni datoriali, aziende e istituzioni a tutti i livelli.

Un "patto" in cui devono essere chiari i contenuti, le tempistiche e le responsabilità di ogni parte e in cui devono essere tracciate le linee del potenziamento infrastrutturale e dello sviluppo a medio e lungo periodo. Ai sindacati abbiamo ricordato gli interventi già in essere a cura della Regione, come la progettazione del nodo ferroviario merci finanziato con 300 mila euro, l'avvio per la progettazione della zona ZLS e il completamento della Orte Civitavecchia per il quale abbiamo chiesto l'intervento del Mit.

Crediamo che il porto di Civitavecchia abbia enormi potenzialità che fino a oggi sono state solo parzialmente espresse. A fronte dei giusti interventi, la struttura è in grado di competere a livello nazionale e internazionale. Da parte nostra ci impegniamo nelle prossime settimane a svolgere un ruolo di coordinamento affinchè tutti facciano responsabilmente la propria parte".

Così in un comunicato congiunto gli assessori della Regione Lazio ai Trasporti e Mobilità Mauro Alessandri, al Lavoro e nuovi diritti Claudio Di Berardino e allo Sviluppo economico e Commercio Gian Paolo Manzella.

Fonte "Comunicati/Dire"

giovedì 1 agosto 2019

AUTOSTRADE E TRAFORI, SCIOPERO 4 E 5 AGOSTO

Rinnovo CCNL Autostrade e Trafori
“Le aziende hanno rotto le trattative per il rinnovo del CCNL di settore”
Sciopero del 4 e 5 agosto 2019 confermato

Roma, 1 agosto 2019 - Dopo nove mesi di serrato confronto, gli ultimi due incontri del 30 e 31 luglio sono stati caratterizzati da un imbarazzante atteggiamento delle parti datoriali che ha palesato le loro divisioni interne, le stesse, si sono irresponsabilmente assunte la “gravissima” decisione di rompere le trattative.

Nello specifico, i motivi della rottura sono, in primo luogo, attribuibili alla indisponibilità delle controparti a dotare il settore delle necessarie clausole di salvaguardia occupazionale, nonché di mantenimento delle condizioni normative ed economiche acquisite dai dipendenti del settore, soprattutto a fronte dell’imminente scadenza di molte concessioni autostradali.

Questa circostanza evidenzia, con estrema chiarezza, la reale volontà di alcuni soggetti, già titolari di concessioni, di partecipare ai bandi di gara ipotizzando una de-regolamentazione del sistema che consenta loro di acquisire le nuove concessioni senza alcun obbligo nei confronti delle maestranze.

Inoltre, nonostante le Organizzazioni Sindacali si siano dimostrate disponibili ad individuare soluzioni di carattere economico che, in continuità con i precedenti rinnovi, consentissero di tenere un equilibrio complessivo, le controparti hanno presentato un’offerta economica “provocatoria” per il comparto, chiedendo anche un periodo di vigenza più lungo e non rendendosi disponibili alla prosecuzione della trattativa.

Questa proposta è risultata assolutamente inaccettabile a fronte di un mercato operante in regime di sostanziale monopolio, che ha visto negli anni una forte contrazione dei livelli occupazionali, che vede un costo del lavoro sicuramente contenuto rispetto ai dati di bilancio delle aziende, nel quale operano quotidianamente dei lavoratori che, con professionalità, garantiscono la sicurezza degli utenti, in cui si registrano elevati profitti con manager che godono di retribuzioni da favola.

Tutto ciò, inoltre, risulta in contrasto rispetto a quanto hanno già fatto, o si apprestano a fare, altri settori sicuramente meno ricchi e protetti di quello autostradale, che operano nel libero mercato.

A fronte di tutto ciò, le Segreterie Nazionali si vedono costrette a confermare lo sciopero di 4 ore proclamato per i prossimi 4 e 5 agosto 2019, come da comunicato del 25 luglio 2019, preannunciando che nei prossimi giorni saranno comunicate ulteriori forma di lotta.

A tale proposito, alla luce dei gravi comportamenti limitanti le libertà sindacali e di sciopero dei lavoratori, assunti da molte Società concessionarie in occasione dello sciopero dello scorso 24 luglio, sia in riferimento all’utilizzo “improprio” del personale stagionale, “costretto” a lavorare anche in straordinario, sia in riferimento agli atteggiamenti vessatori e intimidatori palesati, le Scriventi sono a diffidare le stesse dal perpetrare analoghi comportamenti.

È necessario precisare che anche il personale stagionale gode del diritto individuale, costituzionalmente garantito, di sciopero, oltre che del diritto di precedenza, sancito contrattualmente per coloro che hanno superato il periodo di prova di tre mesi, per future nuove assunzioni sia a termine, sia a tempo indeterminato.

Pertanto, si invitano tutte le lavoratrici e i lavoratori, assunti con contratto a tempo indeterminato e determinato, a garantire l’adesione allo sciopero, al fine di assicurare al settore un futuro certo!

giovedì 25 luglio 2019

SOCIETÀ PARTECIPATE ROMA CAPITALE: DOCUMENTO CONCLUSIVO ATTIVO UNITARIO DEL 25 LUGLIO 2019

La grande partecipazione e i tanti interventi delle delegate e dei delegati delle società partecipate all’attivo promosso da Cgil Cisl e Uil dimostrano come sia urgente rilanciare la vertenza “SOCIETÀ PARTECIPATE DI ROMA CAPITALE”.

Con l’accordo di “Fabbrica Roma”, del 1 giugno 2017, la Sindaca si impegnava ad avviare il confronto sui temi più sensibili per la vita della Città, tramite 8 tavoli di approfondimento preventivo su:
  1. Politiche di bilancio, fiscali e tariffarie
  2. Mobilità
  3. Ciclo dei rifiuti
  4. Riorganizzazione delle Partecipate
  5. Politiche del welfare, della disabilità e abitative
  6. Politiche di sviluppo territoriale, di rigenerazione urbana e periferie
  7. Politiche per la cultura e il turismo
  8. Lavoro, appalti e azioni per la legalità
Ad oggi siamo ancora in attesa che si concretizzi uno solo di questi tavoli...

In questi due anni trascorsi, le OO.SS. confederali e di categoria hanno incalzato frequentemente l’amministrazione capitolina sulle questioni legate sia alla gestione delle partecipate sia alle azioni di contrasto verso decisioni ritenute dannose e sbagliate per i lavoratori e i cittadini.

A testimonianza di tutto ciò, le continue richieste d’incontro prodotte in questi due anni troppo spesso inascoltate e alle quali non sono state date risposte adeguate. Infatti, a fronte di un accordo sottoscritto il 27 settembre 2017 con l’Assessore Colomban, nel quale si escludeva la possibilità che la riorganizzazione delle partecipate potesse provocare esuberi, oggi ci troviamo con situazioni quali la Multiservizi o la Roma Metropolitane dove, di fatto sono messi a rischio i livelli occupazionali e salariali.

Di fronte ai vari tentativi di promuovere la privatizzazione delle aziende comunali, specialmente quelle più appetibili per il volume di fatturato, noi continuiamo a sostenere il mantenimento del carattere pubblico di tutte le società che svolgono servizi fondamentali per la città.

Vi sono però diverse questioni da affrontare. Una prima riguarda il continuo succedersi di assessori in posti chiave che ha determinato difficoltà economiche alle aziende nonché di una pletora di amministratori privi di competenze tecniche specifiche, che cercano di compensare il loro gap professionale mostrandosi più sensibili verso la politica che li ha nominati, piuttosto che verso l’interesse comune.

Sempre a proposito di amministratori va sottolineato come un eccessivo ricambio dei gruppi dirigenti non fa bene alle imprese: servono manager competenti e in grado di garantire continuità nella gestione e nell’implementazione dei piani industriali.

L’azionista deve fornire alle imprese chiari indirizzi strategici per non vivere alla giornata ed evitare che, in assenza di precise linee guida, gli amministratori rinuncino all’incarico

Per risanare le aziende e farle funzionare servono anche investimenti a partire dalla definizione e dalla esecuzione dei piani assunzionali dopo anni di blocco delle assunzioni. Accanto agli investimenti serve poi il contributo determinante dei dipendenti che devono essere considerati come un elemento strategico per il risanamento, l’efficientamento e la messa in sicurezza di queste società. 

I lavoratori e le lavoratrici sono una chiave fondamentale per il successo dei servizi ed è quindi sbagliato considerarli causa dei disservizi. E’ bene sapere che in alcuni processi di riorganizzazione avviati, i lavoratori hanno dimostrato di saper responsabilmente operare per il bene dell’Azienda.

Oggi l’inefficienza dei servizi genera fra i cittadini valutazioni piuttosto critiche nei confronti delle società e spesso a farne le spese sono quei dipendenti che si trovano a svolgere le proprie mansioni a contatto con l’utenza.

Noi pensiamo che percorrere la strada della sostenibilità economica, dell’efficienza del servizio, della soddisfazione degli utenti, della gratificazione di lavoratrici e lavoratori, della valorizzazione di un bene comune, sia possibile se, ciascuno nel proprio ruolo, decide di assumere il livello di responsabilità che gli compete.

Vogliamo difendere le aziende e il loro carattere pubblico dai molti che le vorrebbero privatizzare e per questo rivendichiamo per esse una maggiore efficienza, una riorganizzazione e un riequilibrio economico, partendo dal principio che il capitale più prezioso di cui dispongono queste imprese sono i lavoratori, le cui professionalità e competenze vanno difese e valorizzate.

Il nostro non è un intento strumentale e non vogliamo essere confusi con i tanti che oggi chiedono le dimissioni della Giunta. Vogliamo il rispetto degli accordi e il riconoscimento del ruolo che ci deriva dall’essere portatori di istanze, capaci di tradurre richieste, bisogni e problemi in proposte, forti di una rappresentanza conquistata ogni giorno nei luoghi di lavoro a fianco di chi è più debole.

Siamo convinti che il sistema delle partecipate debba essere rilanciato per questo non possiamo continuare ad assistere inermi al decadimento totale di questa città.

Tutto ciò premesso, l’attivo dei quadri e dei delegati delle partecipate di Roma, visto l’ampio e articolato dibattito che ha evidenziato le criticità e le problematiche delle aziende partecipate di Roma Capitale, dà mandato a CGIL CISL UIL ,in raccordo con le categorie, di:
  • proseguire e strutturare il percorso di partecipazione e coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori al fine di costruire proposte condivise per il rilancio delle singole partecipate e sulla governance complessiva di tutte le partecipate;
  • incalzare l’amministrazione Capitolina affinché mantenga gli impegni sottoscritti e apra un confronto strutturato così come previsto da “Fabbrica Roma”;
  • Promuovere, nel mese di settembre, una iniziativa pubblica in cui porre all’attenzione dell’opinione pubbliche e delle forze politiche il nostro punto di vista sul futuro delle partecipate di Roma Capitale;
  • Sostenere tutte le iniziative di mobilitazione messe in campo dalle categorie sulle singole vertenze aperte;

Infine, se dovessero perdurare le violazioni degli accordi sottoscritti e lo stallo nel confronto, CGIL CISL UIL, insieme alle categorie, si impegnano ad alzare il livello della mobilitazione già a partire dal mese di settembre: in mancanza di risposte concrete, attiveremo tutte le ulteriori iniziative necessarie.

martedì 23 luglio 2019

TRASPORTI: SINDACATI, NON CI SONO CONDIZIONI PER RINVIARE SCIOPERO

Roma, 23 luglio 2019 - FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI "Ribadiscono che non ci sono le condizioni per rinviare lo sciopero" di domani e del 26 luglio, "Sorto dopo una mancanza di dialogo e convocazioni nonostante i gravi problemi dei trasporti". 

È quanto hanno confermato le organizzazioni sindacali al ministro, Danilo Toninelli, nel corso della riunione al Mit di questa mattina. I sindacati "accolgono la proposta di un tavolo per aprire il confronto sulle problematiche, sulla mancanza di regole, sulla concorrenza e sul dumping contrattuale, per scongiurare ulteriori scioperi".

Fonte Agenzia Nova


lunedì 22 luglio 2019

TRASPORTI: MERCOLEDÌ SARÀ SCIOPERO NAZIONALE. IL 26 TOCCHERÀ AL TRASPORTO AEREO

“Sciopero nazionale il prossimo 24 luglio in tutti i settori del trasporto pubblico locale, ferroviario, merci e logistica, marittimo e porti, autostrade, taxi, autonoleggio e il 26 luglio in tutto il trasporto aereo”. Lo hanno deliberato gli esecutivi nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti “per dare sostegno alla piattaforma unitaria di proposte ‘Rimettiamo in movimento il Paese’ indirizzata al Governo”.

“Per la prima volta nella storia più recente – afferma il segretario generale della Filt Cgil Stefano Malorgio – il Governo che si contraddistingue per l’assenza di risposte strategiche, non ha mai convocato le organizzazioni sindacali e lo ha fatto solo per sporadici incontri per la gestione delle singole crisi. A seguito di questo bisogno di scelte – chiede il dirigente nazionale della Filt Cgil – si deve aprire un confronto punto per punto su infrastrutture, politica dei trasporti e regole ed arrivare alla sottoscrizione di un Patto per i Trasporti che parta dall’aggiornamento del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica e che tenga conto delle esigenze di mobilità di persone e merci”.

“L’Italia, dal punto di vista infrastrutturale, – spiega il segretario generale della Fit Cisl Salvatore Pellecchia – rischia di diventare la cenerentola d’Europa se non si sbloccano le opere che la fanno viaggiare fra sud e nord a due velocità. Il sistema di regolazione dei trasporti sta penalizzando sia le lavoratrici che i lavoratori del settore. Basta osservare cos’è accaduto nel trasporto aereo, dove al crescere del traffico una serie di aziende, anziché svilupparsi, sono entrate in crisi che durano tuttora. Allo stesso tempo nel settore ferroviario la liberalizzazione ha aperto le infrastrutture senza garantire alle imprese italiane condizioni di reciprocità verso i paesi europei. Inoltre le dichiarazioni dell’Autorità di regolazione dei trasporti destano inquietudine per i provvedimenti che dovrebbero colpire Rfi, mentre non è ben chiaro cosa si intenda per “aggiornamento del rapporto concessorio” per le autostrade”.

“Il Paese e i lavoratori dei trasporti hanno bisogno di regole,  pianificazione e programmazioni – afferma il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi. Siamo uniti per vincere la battaglia che abbiamo iniziato con gli scioperi nazionali di maggio scorso. Questo non è uno sciopero contro i due partiti al Governo, ma è uno sciopero politico contro l’immobilismo di questo Governo. Senza trasporti moderni ed efficienti, con tutti i lavoratori tutelati dai Ccnl, questo Paese non potrà ripartire”.

venerdì 19 luglio 2019

“RIMETTIAMO IN MOTO IL PAESE!” 24 LUGLIO 2019 SCIOPERO GENERALE DEI TRASPORTI

LE RAGIONI DELLA NOSTRA ADESIONE ALLO SCIOPERO GENERALE DEI TRASPORTI DEL 24 LUGLIO 2019

Il trasporto non è solo un elemento di spesa. Oggi, più che mai, è sotto gli occhi di tutti la mancata attenzione delle imprese alla qualità del servizio offerto: l’unico interesse è fare cassa! La carenza, parziale se non totale, delle manutenzioni dei mezzi e delle infrastrutture causa continue perdite di corse e pessime condizioni di lavoro.

È necessario aderire allo sciopero per dare risposta all’assenza di un modello industriale che superi il nanismo delle imprese, elemento frenante all’aumento della qualità e della quantità di trasporto pubblico locale per i cittadini; intervenire sull’intensificazione delle offerte e sulla pianificazione della rete; orientare le scelte favorendo le aggregazioni delle imprese attorno a soggetti industriali grandi e pubblici. In questo senso le istituzioni devono indirizzare, privilegiare gli interessi dei cittadini e dei lavoratori, tenendo conto del CCNL di categoria e favorire investimenti su nuovi mezzi e convogli metro ferroviari ecosostenibili e più sicuri, sia per l’incolumità e la salute degli operatori e della cittadinanza.

È necessario dare una risposta in termini di rilancio del paese, partendo proprio da una nuova concezione del trasporto pubblico, intermodale, ecologico più rispondente alle richieste di aumento della domanda, in particolare nelle zone più disagiate – periferiche. Trasporto come elemento di crescita e sviluppo di aree depresse, con maggiore attenzione e rispetto per le condizioni dei lavoratori che devono operare in sicurezza.

Una nuova definizione e canalizzazione delle risorse derivanti dal fondo nazionale dei trasporti e la revisione della normativa sul diritto di sciopero – strettamente legata ad una legge sulla rappresentanza - sono elementi fondamentali per una equa possibilità di sviluppo di tutte le aziende operanti sul territorio nazionale.

Atac, nonostante abbia da poco conseguito l’omologa derivante dal concordato preventivo in continuità, soffre ancora diverse problematiche croniche derivanti principalmente dalla mancanza di investimenti sulle infrastrutture, sui materiali rotabili e sulle attività manutentive. Tali criticità, sollevate dalle Organizzazioni Sindacali trovano solo parziali risposte e rischiano di inficiare il processo di rilancio che è assolutamente dipendente da investimenti e dal servizio erogato. Tutto ciò si ripercuote sulle già precarie condizioni di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori di Atac, aggravate, anche in termini di sicurezza, dalle condizioni socio-economiche della città. Il percorso intrapreso attraverso la procedura concorsuale potrà risultare stabile e in sicurezza solo attraverso l’impegno responsabile di tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla dirigenza e dalla Proprietà.

Cotral nel panorama generale è un’azienda che, dal punto di vista economico, si distingue rispetto ad altre realtà, proponendosi come un soggetto che ha terminato il percorso di risanamento e rilancio, conseguendo una stabilità e solidità. Molte sono, tuttavia, le criticità che la contraddistinguono in termini di gestione del personale e di relazioni industriali. Queste problematiche risultano essere ancora più insostenibili, a fronte del risultato aziendale conseguito grazie all’impegno, alla professionalità ed al senso di responsabilità dei lavoratori e delle lavoratrici, in quanto l’Azienda continua ad impostare le proprie politiche industriali come se fosse in una perenne condizione di crisi. I lavoratori e le lavoratrici di Cotral subiscono pressioni altissime a causa delle critiche condizioni di lavoro interne ed esterne all’azienda: aggressioni all’ordine del giorno, l’impossibilità di fruire correttamente delle ferie, l’uso improprio della disciplina, la mancata volontà aziendale di alleggerire i carichi di lavoro e continue azioni unilaterali da parte della dirigenza, sono diventati una pesante quotidianità.

L’esempio del TPL privato si è dimostrato fallimentare per la cittadinanza che fino ad oggi è stata ostaggio di un servizio carente e discontinuo, fallimentare per i lavoratori che sono ostaggio di ritardi nelle retribuzioni, di inadempienze contrattuali, di mezzi senza manutenzione e di ricatti disciplinari, fallimentare per l’immagine del Comune, che ha manifestato incapacità e responsabilità nella stesura del bando di gare e nella scelta di spezzare in due lotti, fallimentare per le casse pubbliche che continua ad eroga risorse in regime di proroga.

PER TUTTE QUESTE RAGIONI SOSTENIAMO COMPATTI LO SCIOPERO GENERALE DEI TRASPORTI DEL 24 LUGLIO 2019.