lunedì 12 novembre 2018

APERTURA STATO DI AGITAZIONE E PROCLAMAZIONE DI SCIOPERO

Le scriventi OO.SS. Esprimono grande preoccupazione per quanto sta avvenendo nel Porto di Civitavecchia.

I noti fatti di questi ultimi giorni, mettendo a repentaglio un traffico importante da 140.000 tonnellate annue, quello della frutta esotica, sommati a tutte le altre gravi criticità dell’ultimo anno, ci fanno affermare con certezza la debolezza del Sistema Portuale di Civitavecchia.

Nella giornata di giovedì 8 Novembre la nave destinata a tale traffico non ha fatto scalo a Civitavecchia, dirottando l'intero carico su Livorno. Un porto che respinge traffici non solo mette in difficoltà la singola azienda, ma compromette la capacità e lo sviluppo di un intero Sistema.

Le scriventi auspicano una soluzione a breve della annosa vicenda commerciale tra i soggetti; i lavoratori non possono pagare in nessun modo questa mala gestione e l’assenza dell’istituzione cardine, l’Autorità di Sistema Portuale (di seguito AdSP). È infatti compito della AdSP favorire gli accordi tra le parti e, laddove ciò non accada, agire direttamente per Salvaguardare il Porto e la sua occupazione. 

Pertanto, nel pieno rispetto della normativa vigente e del CCNL di  riferimento, si dichiara lo stato di agitazione dalla giornata odierna e si  proclama lo Sciopero Generale del Porto per il giorno Giovedì 22 Novembre  2018. La presente viene inviata agli assessorati al Lavoro, alle attività  produttive e ai Trasporti con la richiesta di convocazione di un tavolo di crisi,  così come già avvenuto i primi di Agosto. 

Distinti saluti. 

FILT CGIL A. Manicone UILTRASPORTI A. Borgioni Gennaro Gallo

giovedì 8 novembre 2018

COMUNICATO DI SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI AMAZON PIACENZA

Roma, 8/11/2018 - La scrivente O.S. congiuntamente ai lavoratori Amazon di Passo Corese ed ai Driver Amazon di Fiano Romano e Pomezia esprimono solidarietà ai lavoratori Amazon in lotta nel sito di Piacenza.

Riteniamo non più tollerabile la modalità della multinazionale Amazon di ignorare qualsivoglia forma di confronto con i lavoratori e le OO.SS., consideriamo grave nonché privo di logica e buon senso la condotta dei manager Amazon che trascurano le più elementari basi delle corrette relazioni industriali.

Auspichiamo l’avvio di un immediato tavolo di confronto utile a risolvere la vertenza aperta nel sito di Piacenza. Nell’esprimere solidarietà ai colleghi piacentini ci dichiariamo sin da ora pronti a dare sostegno alla loro iniziativa di lotta, così come con forza richiesto dai lavoratori da noi rappresentati.

Fraterni Saluti

Il Segretario Regionale Alessandro ANTONELLI


martedì 6 novembre 2018

STATO DI AGITAZIONE DEI LAVORATORI DI ROMA METROPOLITANE SRL

L’assemblea dei lavoratori di Roma Metropolitane si è riunita esprimendo una fortissima preoccupazione e la ferma denuncia della drammatica precipitazione della situazione aziendale, a rischio default. Secondo la versione degli uffici capitolini mancherebbero anche le coperture dei costi aziendali del 2018. Nelle casse di Roma Metropolitane, ad oggi, non risulterebbe la copertura per gli stipendi di novembre e non sono ancora approvati i bilanci aziendali sin dall’anno di esercizio 2015.

Eppure la società, interamente di proprietà di Roma Capitale, attende dal socio unico il versamento di notevoli somme relative a prestazioni effettuate; di tali pagamenti, richiesti dal precedente Amministratore Unico con decreto ingiuntivo, la sentenza di un giudice ha disposto l’immediata esecutività. L'Amministrazione Comunale propone una transazione che vedrebbe l’azienda rinunciare, senza contropartite, a circa 5 milioni di euro. In assenza di un piano industriale di risanamento, pur annunciato dalla Sindaca Raggi, la rinuncia avverrebbe in un contesto di grave esposizione dei lavoratori a drammatiche misure di contenimento dei costi, a loro esclusivo danno, senza che si possa ascrivere ai lavoratori stessi alcuna responsabilità nel merito della crisi aziendale.

A questo si aggiunge che la società attende, ormai da anni, di essere incaricata formalmente da Roma Capitale di attività che pure essa svolge di fatto. Tra queste si evidenziano gli urgentissimi e non più procrastinabili interventi di ammodernamento delle linee metropolitane A e B – che comprendono anche l’adeguamento alla nuova normativa antincendio – e le importanti attività progettuali relative ad alcuni interventi ritenuti prioritari dalla stessa Amministrazione Capitolina, quali ad esempio quelli del PUMS.

In questo scenario, di per sé assurdo, in sede di incontro con le RSA l’Amministratore Unico non si è espresso nel merito di eventuali misure conseguenti a quanto sopra rappresentato. Tutto questo avviene senza ricorrere mai alla convocazione di un tavolo sindacale, non rispettando gli obblighi dettati dalla normativa vigente e mostrando un’inaccettabile e scorretta gestione delle relazioni industriali, pur regolate anche da un accordo integrativo aziendale. Si ricorda inoltre che la Sindaca Virginia Raggi ha sottoscritto un accordo con le segreterie sindacali confederali in merito alla tutela dei livelli occupazionali delle società partecipate, che deve essere rispettato.

I lavoratori denunciano anche la irresponsabilità della gestione dell’azienda che, solo pochi mesi fa, e in un quadro del tutto simile a quello attuale (tre bilanci di esercizio non approvati, assenza di contratto con Roma Capitale e mancanza di liquidità), dichiarava ufficialmente “zero esuberi”, e, superando ampiamente i tempi e gli step previsti dalla cosiddetta “Legge Madia”, escludeva i lavoratori dalla possibilità di accedere ai propri strumenti di tutela.

Nell'azienda tuttora si continua a lavorare in assenza di qualunque prospettiva e senza la certezza della retribuzione, e in mancanza delle condizioni operative minime necessarie alla progettazione delle opere (dalle licenze dei software alla manutenzione delle strutture, dalla carta delle fotocopiatrici all’aggiornamento normativo e formativo). I lavoratori di Roma Metropolitane respingono ogni eventuale addebito di responsabilità della crisi in atto e, nel confermare lo stato di agitazione, annunciano che attiveranno tutte le possibili forme di lotta a difesa del posto di lavoro e dello stipendio.


lunedì 5 novembre 2018

SINDACATI, PERCHÉ DICIAMO NO AL REFERENDUM 

Mercoledì 7 novembre 2018 alle ore 11.30, presso la sede della CISL di Roma Capitale Rieti in via Giovanni Mario Crescimbeni 17/A, si terrà una conferenza stampa di CGIL CISL e UIL e di FIT CGIL FIT CISL e UIL Trasporti sulla posizione dei sindacati confederali e di categoria in merito al referendum dell’11 novembre su ATAC. I sindacati dicono no alla privatizzazione perché respingono con forza la tesi secondo cui privato è uguale a efficienza e pubblico corrisponde a inefficienza e cattiva gestione.

Guarda il servizio del TGR Lazio

domenica 4 novembre 2018

SI È SPENTO IL SEGRETARIO GENERALE DELLA FILT ALESSANDRO ROCCHI

Roma, 4 novembre 2018 - "Esprimiamo profondo cordoglio per la prematura scomparsa del segretario generale della Filt CGIL, Alessandro Rocchi, che ci ha lasciati questa mattina dopo una breve malattia. Con Alessandro perdiamo un vero sindacalista, un compagno mite e capace. In questo momento di dolore ci stringiamo con affetto alla famiglia di Alessandro e alle compagne e ai compagni della Filt".

Del 1960, romano, dopo una breve esperienza da disegnatore meccanico presso una società privata di costruzioni civili, nel 1981 viene assunto, per concorso pubblico dalle Ferrovie dello Stato. Si iscrive 
alla Cgil nel 1985. Prima delegato dei macchinisti del Deposito  Locomotive Roma San Lorenzo, poi, dal 1988 al 1991, nel coordinamento sindacale del settore ferrovieri della Filt Lazio.

Dal 1992 al 2002 svolge la sua attività sindacale presso la Filt  nazionale, occupandosi del settore ferrovieri. Nel 2003 viene eletto segretario della Filt Veneto, incarico che ricopre fino al 2008. Dopo l''esperienza in Veneto viene eletto segretario nazionale il 16 luglio 2008 con delega al trasporto pubblico locale, ferroviario e servizi. Assume la carica di segretario generale della Federazione il 2 marzo 2016.

giovedì 1 novembre 2018

LETTERA APERTA AL PARTITO DEMOCRATICO: SU ATAC NON SI CADA NEL “PLEBISCITARISMO DELL’AUDIENCE”

L’11 novembre i cittadini romani sono chiamati a esprimersi su una materia complessa e articolata come il destino di Atac, una realtà aziendale che occupa oltre 11mila persone e garantisce un servizio universale alla città di Roma. Per decidere come schierarsi in merito all’appuntamento referendario, il Pd ha deciso di affidarsi ad una consultazione interna ai propri iscritti, bypassando di fatto una doverosa fase informativa e rinunciando alla funzione di orientamento che, a nostro avviso, un partito politico dovrebbe esercitare nei confronti dei propri elettori.

Crediamo che sia stato quantomeno semplicistico chiedere ai propri iscritti di rispondere con un “sì” o con un “no” a un quesito con implicazioni così complesse, senza una vera e approfondita riflessione sui possibili scenari di una messa a gara del trasporto pubblico locale. E’mancato un dibattito sulle conseguenze dell’eventuale privatizzazione di un servizio essenziale come il trasporto e non è stato avviato un confronto con i rappresentanti dei lavoratori, con chi vive quotidianamente a fianco delle persone in carne ed ossa e dà voce alle loro preoccupazioni.

Esiste una vasta letteratura secondo cui le privatizzazioni hanno portato al generale peggioramento della qualità del servizio e delle condizioni di lavoro delle aziende sotto esame. Esiste anche una vastissima casistica di realtà pubbliche che producono utili nell’ambito del Tpl. E’ per questo motivo che, dopo un’attenta valutazione, abbiamo deciso di schierarci per il “no” al referendum e di lanciare la campagna #cèchidiceNO.

Senza dibattere approfonditamente, in assenza della “fatica del concetto”, che a nostro parere il Partito Democratico ha evitato di fare, il rischio è che il quesito referendario dell’11 novembre venga interpretato in maniera fuorviante: come un “sì” o un “no” alla difesa dello status quo di Atac. La domanda non è così semplice, così come non è semplice la risposta: il nostro auspicio è che i partiti continuino ad essere il luogo in cui la complessità del reale viene affrontata e gestita da persone esperte. Gli esponenti politici sono tenuti a indicare vie di ampio respiro e a renderle percorribili: ciò che serve urgentemente alla città di Roma e al Lazio è una pianificazione strategica, lungimirante e organica sui trasporti, guidata da una visione solida e di lungo raggio.

“La politica”, ha detto Albert Einstein, “è molto più complessa della fisica”. Non vorremmo che il valore del dialogo e dell’approfondimento si perdesse in un rincorrersi di slogan semplificativi e nell’affannosa ricerca del consenso della base. Il timore è che l’arte della mediazione, dell’approfondimento tecnico-strategico e del confronto venga progressivamente sostituita da ciò che la politologa e giornalista Nadia Urbinati ha definito “il plebiscitarismo dell’audience”.

Il Segretario Generale FILT CGIL Roma e Lazio Eugenio Stanziale; il Segretario Generale FIT CISL Lazio Marino Masucci; il Segretario Generale UILTRASPORTI Lazio Simona Rossitto.

REFERENDUM ATAC: IL FRONTE DEL NO

"Voteremo ma siamo contrari. Il privato non è meglio del pubblico" è quanto dichiara Eugenio Stanziale, Segretario Generale FILT CGIL Roma Lazio, sul quotidiano "La Repubblica". 

CGIL, CISL e UIL di Roma e del Lazio sono contrarie e per il 7 novembre in conferenza stampa spiegheranno le loro ragioni per il NO. "Non boicotteremo il referendum - anticipa Eugenio Stanziale - Ogni esercizio democratico va rispettato, perché la nostra democrazia è già così fragile. Ma voteremo no perché non è vero che privato è meglio di pubblico. Roma Tpl insegna. Si passerebbe da un monopolio pubblico, che è naturale, ad uno privato, che coltiverebbe soltanto le tratte reddittive e condannerebbe le altre ad un servizio di bassa qualità. L'Atac è un bene comune. Per il trasporto pubblico ci sono risorse pubbliche. È chiaro che di questa Atac noi non ci accontentiamo. Il managment deve essere fortemente svincolato dalla politica. Atac deve dare risposte ai cittadini, no a chi li nomina".

Avanti con il concordato dunque? "Si, ma il concordato punta ad un risanamento legato all'esistente. Noi chiediamo di andare oltre. Vogliamo un'azienda unica regionale. Un Atac che diventi come il Cotral risanato grazie alla lungimiranza della Regione, che ha intrapreso un percorso per renderla competitiva e al coinvolgimento e la responsabilità dei lavoratori. Ora Cotral chiude con 17 milioni di utili che verranno reinvestiti nell'acquisto di nuovi mezzi"

Fonte "La Repubblica"