venerdì 25 maggio 2018

VOTO DEL 4 GIUGNO SUL MOBILITY PACKAGE - RIFIUTARE UNA MAGGIORE FLESSIBILITÀ SULLA GUIDA E IL TEMPO DI RIPOSO

Lettera di un autista professionista.

Egregio/a Deputato/a al Parlamento Europeo, commissione TRAN,

La contatto per esprimere la mia contrarietà riguardo alle decisioni che la vostra commissione sta per prendere il 4 giugno. Si voterà per distribuire il mio periodo di riposo regolare settimanale ogni 3 settimane, invece di 2 settimane come previsto dalle attuali norme, e spostando la compensazione delle ore mancanti di riposo ogni 4 settimane. Il mio datore di lavoro avrà quindi la libertà di programmare il mio tempo come segue:

Il Suo voto potrebbe:
  • Costringermi a guidare per periodi più lunghi: 3 settimane di guida (135 ore) con solo 2 giorni di pausa, invece di 2 settimane di guida (90 ore) con almeno 3 giorni di pausa come da regole attuali;
  • Darmi meno fine settimana da trascorrere con la mia famiglia.
Il Suo voto potrebbe anche rendere possibile il riposo settimanale in cabina e sulle aree di sosta. Ciò significa che una Sua decisione di rendere più flessibili le regole di guida e di riposo aumenterà il mio tempo di guida continuo, peggiorerà la mia salute, diminuirà il mio tempo trascorso con la mia famiglia, la qualità del riposo e le mie condizioni di riposo.

Come autista professionista, La porto a conoscenza del fatto che se si deciderà in questa direzione, peggioreranno inevitabilmente le condizioni di sicurezza sulle strade di tutta Europa. Le chiedo quindi di respingere tutte le proposte di cui sopra.

Con sinceri ringraziamenti.

giovedì 24 maggio 2018

INCIDENTE CHIVASSO: FILT, UILT, UGL E FAST, NUOVO GOVERNO METTA AL PRIMO POSTO LA SICUREZZA NEI TRASPORTI

Roma, 24 maggio 2018 - "Ancora una tragedia sul lavoro consumata questa notte”. Ad affermarlo unitariamente Filt Cgil, Uiltrasporti, Ugl e Fast sull’incidente che ha causato la morte del macchinista del treno regionale Torino – Chivasso – Ivrea, dell’autista di uno dei mezzi impegnati in un trasporto eccezionale e 25 feriti, fra i quali la capotreno in gravi condizioni. 

“Alle famiglie dei lavoratori deceduti tutto il nostro dolore e tutta la nostra solidarietà ai feriti. E’ necessario che con l’insediamento del nuovo Governo si metta al primo posto la sicurezza che nei trasporti è una priorità assoluta per la gestione quotidiana delle attività, a maggior garanzia dei cittadini e degli addetti”. 

“Attendiamo gli esiti delle indagini ed i dettagli della dinamica dell’incidente per valutare iniziative sindacali specifiche. In ogni caso, sono necessari tutti i possibili interventi di prevenzione sul sistema dei trasporti integrato ferroviario e stradale, in cui i passaggi a livello rappresentano un potenziale pericolo ed un punto debole dei due sistemi di trasporto, su cui bisogna accelerare gli investimenti ed il processo di soppressione”. 

lunedì 21 maggio 2018

PRESIDIO UNITARIO PER IL RILANCIO DI ROMA CAPITALE, FILT CGIL ADERISCE

Roma, 21 maggio 2018 - Come Cgil, Cisl e Uil di questo territorio abbiamo deciso di organizzare per il giorno 6 giugno alle ore 16,00 un presidio/manifestazione per ribadire la nostra richiesta all’amministrazione capitolina di un cambio di passo e un piano di rilancio della città.

Come soggetti economici e sociali che hanno a cuore il futuro di questa città crediamo sia arrivato il momento di denunciare attraverso una protesta pubblica tutto il nostro dissenso per questa amministrazione.

Purtroppo dobbiamo constatare che a due anni dall’insediamento della Giunta Raggi tanti problemi della città rimangono ancora aperti e senza soluzione, mentre altri si sono addirittura aggravati. E’ cresciuto il disagio, la povertà, la solitudine, il degrado ambientale, culturale e sociale, aumentato il divario economico, produttivo e sociale tra centro e periferia.

Come organizzazioni sindacali, consapevoli che la situazione di grave crisi economica e sociale che sta vivendo la città non può essere imputata esclusivamente all’attuale amministrazione, denunciamo con forza la situazione di degrado sociale che la città sta vivendo.

Roma soffre, non da oggi, l’assenza di un progetto di sviluppo complessivo capace di rilanciare il sistema dei servizi pubblici e la loro qualità, il sistema produttivo e il lavoro, la cultura e l’abitare. 

Sono mancati interventi capaci di dare risposte ai soggetti più deboli (anziani, disabili, famiglie, giovani, immigrati) di contrastare le crescenti diseguaglianze e l’emarginazione di interi quartieri della città.

Una assenza che viene da lontano ma che oggi presenta il suo conto con forme intollerabili di violenza e illegalità.

Le misure messe in atto sono poche e frammentate e assolutamente non all’altezza della complessità a cui devono rispondere. 

Su questi temi (azioni di sostegno ai più deboli, piani per l’emergenza abitativa), che per noi sono la priorità assoluta, chiediamo che vengano destinate dal bilancio risorse congrue ed interventi all’altezza della sfida che abbiamo di fronte.

A tale proposito ci sembra inaccettabile che, diversamente da quanto annunciato, non sia mai stato affrontato il tema della rinegoziazione del debito che grava sulle tasche dei romani.

Chiediamo per Roma un progetto di ampio respiro, capace di restituire fiducia e di combattere le tante diseguaglianze esistenti.

Un progetto credibile per il rilancio dell’azienda pubblica dei trasporti, un piano strategico sul ciclo dei rifiuti, una proposta valida su turismo, cultura e più in generale di spazi di partecipazione attiva alla cultura nella città. In questi anni invece abbiamo assistito alla loro sistematica chiusura. 

Se poi guardiamo ai dati occupazionali, ci consegnano una fotografia del mercato del lavoro fatto di precariato, lavoro povero o assente.

Mancano risposte concrete alle tante crisi lavorative ancora aperte che se non risolte produrranno ulteriori disoccupati.

Noi, come organizzazioni sindacali, già un anno fa abbiamo tentato la strada del confronto, sottoscrivendo un protocollo che impegnava la giunta a discutere con le parti sociali delle priorità del nostro territorio. È ormai chiaro a tutti che il protocollo fabbrica Roma è rimasto un titolo su un foglio di carta. 

Vogliamo svegliare questa Amministrazione dal torpore in cui Roma è sprofondata. E siamo consapevoli che in questi anni tutte le parti vitali del territorio che hanno lavorato in alcuni casi sostituendosi alle assenze dell’amministrazione, soprattutto in campo sociale vogliano unirsi a noi per reindirizzare questa amministrazione e dare a Roma la prospettiva che merita.

Vi Invitiamo quindi a partecipare al presidio del 6 giugno alle ore 16,00 a piazza del Campidoglio.

Il Segretario Generale CGIL Roma e Lazio Michele Azzola - il Reggente Cisl Roma Paolo Terrinoni, - il Segretario Generale UIL Roma e Lazio Alberto Civica





mercoledì 16 maggio 2018

FILT CGIL: BENE PROROGA, ORA PROSPETTIVA INDUSTRIALE "NO AI TAGLI"

Roma, 16 maggio 2018 -"È positiva la proroga dei tempi di vendita di Alitalia". A sostenerlo il coordinatore nazionale del Trasporto aereo della Filt Cgil, Fabrizio CUSCITO, in audizione al Senato, aggiungendo che "ora bisogna valutare attentamente tutte le opportunità che offre il mercato del trasporto aereo italiano, uno dei più importanti al mondo con dati di traffico in costante aumento".

Ora "serve un piano industriale - ha evidenziato il dirigente sindacale della Filt - che preveda il potenziamento dell'azienda attraverso investimenti in termini di flotta e quindi collegamenti internazionali ed intercontinentali. Da parte nostra siamo pronti a lavorare con chiunque anteponga le prospettive industriali al taglio indiscriminato del lavoro, come avvenuto negli ultimi 10 anni nelle diverse ristrutturazioni".

"Da parte sua il governo - ha detto infine il dirigente sindacale della Filt - deve svolgere un ruolo attivo e duraturo, non limitandosi a seguire solo la fase di vendita, nella costruzione della futura Alitalia".


martedì 15 maggio 2018

"A PROPOSITO DI REPORT..."

La Filt CGIL Roma e Lazio in merito a quanto emerso nel corso della trasmissione di Report andata in onda lunedì 14 maggio 2018 con oggetto il sistema degli appalti e delle cooperative all’interno del mondo della logistica è a precisare quanto segue.

La Filt-CGIL nella sua azione rivendicativa è ispirata quotidianamente alla difesa e alla tutele dei lavoratori e delle lavoratrici, soprattutto nel settore della logistica attraversato da fenomeni continui di sfruttamento ed illegalità.

Agiamo rivendicando sempre e comunque dignità e diritti per quei lavoratori e lavoratrici utilizzati in un sistema che crea emarginazione e solitudine le cui dinamiche padronali rispondono a logiche ricattatorie, tutto questo in assenza di un ruolo di controllo da parte delle istituzioni.

Fenomeni di illegalità e sfruttamento che la nostra organizzazione ha sempre denunciato sin dagli inizi degli anni 2000.

Abbiamo più volte posto all’attenzione dell’opinione pubblica le condizioni di lavoro a cui quotidianamente sono sottoposti questi lavoratori, noi per primi abbiamo coinvolto la stampa e la televisione nei luoghi di lavoro della logistica a partire proprio dal sito PAC 2000 di Fiano Romano oggetto del servizio di ieri.

La nostra attività continua di tutela e denuncia ha prodotto in molti casi la piena applicazione del contratto in tutte le sue diverse parti a secondo della natura societaria.

Siamo consapevoli che c’è ancora molto da fare e ben vengano le serie inchieste giornalistiche quando hanno come obbiettivo la denuncia di fenomeni di illegalità, anche perché queste possono essere di supporto ed aiuto all’azione solitaria che in tutti questi anni la Filt-CGIL di Roma e Lazio ha portato avanti.

Nell’esprimere piena solidarietà ai lavoratori coinvolti nel servizio e licenziati, ne comprendiamo lo sconforto e la difficoltà che stanno vivendo, ma ci teniamo ad evidenziare che i lavoratori e le lavoratrici si iscrivono alla nostra organizzazione per scelta ed in piene e totale autonomia e che nel caso di specie il lavoratore si è iscritto alla Filt due anni dopo la sua assunzione.

Inoltre precisiamo che la validità di una conciliazione sindacale prevede l’assunzione da parte della stessa di un mandato di rappresentanza conferito dal lavoratore all’organizzazione dalla quale intende farsi rappresentare.

Nonostante l’azione conflittuale e strumentale posta in essere da altre sigle sindacali, spesso non di merito, i lavoratori stessi preso atto del lavoro da noi svolto, sempre nel merito, a tutela dell’occupazione, del reddito e dei diritti, hanno riconfermato negli anni, tramite le nostre rappresentanze sindacali costituite in azienda, l’adesione, libera e volontaria alla nostra organizzazione.

La nostra azione sindacale continua, l’obbiettivo che ci poniamo è quello di superare il sistema degli appalti al massimo ribasso e conferito a cooperative che non rispettano i valori stessi della cooperazione. Riteniamo che l’attuale sistema delle terziarizzazioni sia uno dei tanti fallimenti di questo paese specie sul tema dei diritti e della dignità dei lavoratori e del lavoro, perché finalizzato alla sola compressione del costo del lavoro senza un reale efficientamento del sistema produttivo e vantaggio per la collettività.

La Filt-CGIL di Roma e del Lazio rivendica le innumerevoli denunce effettuato presso gli uffici dell’ispettorato del lavoro, tese ad evidenziare lo stato di illegalità perenne del settore e di abbandono dei lavoratori, denunce che purtroppo non hanno mai avuto esito anche a causa della voluta riduzione delle risorse a disposizione del sistema ispettivo italiano.

La Filt è sempre disponibile al confronto ed al dialogo con chiunque, nel merito e non strumentalmente per contribuire a risolvere i problemi e superare le criticità esistenti.

venerdì 11 maggio 2018

SCIOPERI: SINDACATI, ADESIONE STOP PORTI-NAVI FINO AL 100%

ROMA, 11 maggio 2018 - "E' altissima l'adesione, fino al 100% in molti porti, allo sciopero nazionale dei lavoratori marittimi, portuali e dei servizi tecnico nautici". Lo riferiscono unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, in merito alla protesta in corso per l'intera giornata "accompagnata da manifestazioni in molte città portuali e con varie delegazioni che si sono recate presso le prefetture locali per sollecitare il Governo ad avviare un confronto sulle questioni alla base dello sciopero". "L'adesione altissima - spiegano - è una risposta iniziale molto decisa e convinta da parte dei lavoratori portuali e marittimi contro il non rispetto delle procedure che sottendono l'autoproduzione e l'ipotesi di manomettere la riforma portuale e di asservirla ad interessi di parte". "Una protesta - proseguono - che incassa la solidarietà di altri settori della filiera trasporti e del sindacato internazionale e che dimostra come il mondo del lavoro abbia una capacità di visione e di prospettiva più ampia di tutti quei soggetti, istituzionali e imprenditoriali, che traguardano i propri obiettivi, non all'interesse comune ma di pochi, non a progetti di medio lungo periodo, ma alla durata del proprio mandato". "Ora si rafforzi - concludono - l'azione politica e negoziale, basata su strumenti legislativi e contrattuali che devono essere rispettati ed applicati, per evitare che il Paese arretri ulteriormente, perdendo altre occasioni di competitività che per noi valgono molto in termini di buona occupazione, sicurezza sul lavoro, reddito e stabilità". 

Fonte ANSA


giovedì 10 maggio 2018

MEZZI STRAVECCHI, NESSUN RICAMBIO E STOP AL SERVIZIO DI RECUPERO

Appena pochi minuti dopo la notizia dell’incendio al bus Atac in pieno centro di Roma i social network erano già pieni di invettive. Il facile bersaglio era il sindaco di Roma Virginia Raggi, rea agli occhi degli italiani (non grillini) di non saper gestire la municipalizzata più grande della penisola.
Accanto a lei però venivano additati anche tutti i dipendenti Atac per cui molti chiedevano il licenziamento. E quasi sempre lo sfogo condito di improperi terminava con la speranza che arrivi «un privato che faccia tabula rasa».
Una vera manna dal cielo per i promotori del referendum consultivo che a settembre chiederà ai romani se sono favorevoli a mettere a bando il servizio di trasporto pubblico.
Basta però distaccarsi un attimo e riflettere minimamente sul problema per capire che l’incendio – anzi, i due incendi – di ieri hanno ben poco a che fare con il tema della privatizzazione. E che proprio un dipendente dell’Atac – l’autista del 63 – ha salvato i passeggeri facendoli scendere capendo in anticipo il rischio dell’esplosione.
I dipendenti sono quindi – al pari degli utenti quotidiani – le prime vittime della situazione. Diventata insostenibile non certo per la natura pubblica dell’azienda.
«I bus prendono fuoco perché non si fa più manutenzione. La richiesta di concordato preventivo per la situazione finanziaria fallimentare dell’azienda prevede espressamente che Atac non possa spendere e quindi non si fanno più i bandi per l’acquisto dei pezzi di ricambio», spiega Eugenio Stanziale, segretario di Roma e Lazio di Filt Cgil.
I dati del sindacato sugli autobus sono agghiaccianti. «Atac ha 1.900 vetture, ogni giorno ne escono dalle rimesse circa 1.300. Ma il 33 per cento di queste deve tornare in rimessa per guasti». Un autobus su tre non è più in grado di funzionare in modo continuativo. Il motivo di questo harakiri quotidiano è molto semplice: «L’età media degli autobus circolanti è 14 anni, solo 600 vetture hanno meno di 5 anni», sottolinea Stanziale.
Numeri da paese sotto sviluppato, nel quale il servizio di trasporto pubblico non può certo offrire servizi decenti.
«A mancare non è la forza lavoro per la manutenzione – ricorda Stanziale – : su 11.371 dipendenti, gli operai che lavorano nella manutenzione sono 1.664. Il problema è che se anche fossero il doppio il loro carico di lavoro è sempre più grande e non hanno gli strumenti per lavorare, non potendo contare su pezzi di ricambio nuovi». Da qui lo stillicidio di guasti come il corto circuito che ieri ha provocato i due incedi di ieri.
Alcuni operai però sono stati chiamati da poco a cambiare mansione. Il primo effetto della richiesta del comune di Roma di concordato preventivo è stato il licenziamento dei 128 lavoratori Corpa. Era l’azienda che aveva in appalto il servizio di recupero e assistenza su strada dei mezzi guasti, nonostante spesso pagasse con ritardo di mesi gli stipendi. Il 9 marzo scorso è scaduta la proroga dell’appalto: 105 lavoratori a tempo indeterminato e 23 a tempo indeterminato sono stati licenziati e il servizio immediatamente sospeso.
Dal giorno seguente «si è tentato di correre ai ripari distogliendo il personale di officina già in gravissima difficoltà», denunciarono tutti i sindacati Atac (Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faica Cisal).
«L’azienda romana del trasporto vanta il parco vetture più vecchio d’Europa, come dimostrano i 15 anni di vita del bus che ha preso fuoco in via del Tritone – accusa l’Usb, che chiede un incontro urgente al prefetto di Roma prosegue .«È l’ennesimo autobus che prende fuoco in città, stimiamo che oramai ci sia un caso del genere al mese – spiega Michele Frullo -. Bisogna intervenire il più presto possibile con l’acquisto dei mezzi nuovi, perchè con l’arrivo dell’estate questa situazione può solo aggravarsi».

Fonte "IL MANIFESTO"

GUARDA E ASCOLTA LE INTERVISTE A DANIELA FULIGNI, SEGRETARIO FILT CGIL ROMA E LAZIO