ROMA METROPOLITANE: CGIL, PER SOCIETÀ L'UNICA STRADA È LA MOBILITAZIONE

Roma, 2 dicembre 2020 - Per Roma metropolitane l'unica strada è la mobilitazione. La società "scivola verso il fallimento e gli impegni non mantenuti dal Campidoglio mettono a repentaglio salari, posti di lavoro e perfino l'esistenza stessa dell'azienda. È una corsa contro il tempo: se la sindaca Raggi non metterà mano alla situazione, il liquidatore ha comunicato che entro la fine dell'anno darà corso a quanto previsto dalla legge". E' quanto si legge, in una nota, della Cgil e della Filt Cgil di Roma e del Lazio. "Dopo un anno in cui abbiamo chiesto, inascoltati, di approvare i bilanci, discutere un piano industriale, ragionare sulla messa in sicurezza dell'azienda e garantire l'occupazione - continua la nota - Roma Metropolitane si trova di fronte, dunque, al pericolo concreto di chiusura. Sarebbe un danno enorme per i lavoratori e per tutta la città. Senza Roma Metropolitane, holtre agli innumerevoli nuovi progetti, compreso il proseguimento della linea C, si bloccherebbero, ad esempio, anche gli adeguamenti antincendio delle linee metropolitane esistenti, che sarebbero passibili di chiusura".

"I milioni di euro delle liti in tribunale di Roma Capitale - continua la Cgil e la Filt Cgil di Roma e del Lazio - sono scaricati su una partecipata interamente pubblica, il braccio operativo di Roma sui progetti per trasporti e mobilità. Allo stato attuale stipendi e tredicesima non saranno pagati e c'è il pericolo che si blocchino tutte le attività. Nonostante le mille promesse fatte dalla giunta Raggi, oggi sono a rischio tutti i lavoratori, circa 150, e non solo quelli dichiarati in esubero dall'azienda senza alcuna interlocuzione. Dopo le rassicurazioni senza fondamento date nei giorni scorsi dalla giunta, il pignoramento dei conti ha provocato il blocco degli stipendi, i lavoratori hanno ricevuto solo un acconto dello stipendio di novembre e oggi ci troviamo di fronte a un nuovo pignoramento. Roma Capitale deve assumersi una responsabilità che è soltanto sua, deve riconoscere i debiti fuori bilancio decretati dal tribunale e sanare definitivamente la situazione finanziaria della società per garantire il salario ai lavoratori. Ormai l'unica strada che ci troviamo di fronte è la mobilitazione", conclude il sindacato.