Roma, 28/01/2026 - La Cgil Roma e Lazio e Filt Cgil Roma e Lazio denunciano con forza il grave e inaccettabile immobilismo delle Istituzioni sull’emergenza sicurezza nel Trasporto Pubblico Locale. Di fronte a continue aggressioni quotidiane, con lavoratrici e lavoratori lasciati soli in un clima di crescente insicurezza, anche gli impegni assunti con il Protocollo d’Intesa per la Promozione della Sicurezza nel Trasporto Pubblico Locale sono stati attuati solo in parte.
Quel protocollo doveva rappresentare un cambio di passo reale, mettendo al centro il diritto alla sicurezza nei luoghi di lavoro e garantendo condizioni tali da evitare rischi per l’incolumità di lavoratrici, lavoratori e utenti. Invece, a distanza di tempo, è cambiato molto poco: mancano investimenti, mancano atti amministrativi, mancano scelte politiche coraggiose.
Ancora più grave è l’assordante silenzio sul fronte normativo. In altri settori, come quello sanitario, il Governo è intervenuto riconoscendo la gravità delle aggressioni: il Decreto Legge n. 137 del 2024 ha introdotto misure urgenti per contrastare la violenza contro il personale sanitario e socio-sanitario. Perché lo stesso non avviene nel Trasporto Pubblico Locale?
Gli operatori del TPL continuano a essere inermi bersagli, senza un quadro normativo che riconosca la specificità e la gravità delle aggressioni subite. È indispensabile un intervento legislativo che recepisca il protocollo depositato all’ufficio legislativo del MIT da parte del gruppo di lavoro nazionale di Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti, Faisa Cisal e Ugl FNA, e che qualifichi tali aggressioni come atti dolosi e le riconosca come aggressioni a pubblico ufficiale in luogo pubblico, e non come azioni tra privati, con la certezza della pena e l’applicazione delle aggravanti previste dal Codice Penale. Così come assume elemento non più rinviabile il riconoscimento della “deterrenza”. Ogni ulteriore rinvio equivale a una precisa responsabilità politica.
Non meno colpevole è l’assenza di una campagna informativa seria e strutturata, capace di sensibilizzare l’opinione pubblica sul drammatico tema della sicurezza degli operatori del Trasporto Pubblico Locale. Senza prevenzione e senza comunicazioni istituzionali si alimenta un clima di tolleranza verso la violenza.
La Cgil Roma e Lazio e la Filt Roma e Lazio non sono più disponibili ad accettare promesse, tavoli inconcludenti e protocolli senza totale attuazione. La sicurezza è un diritto fondamentale.
Se le istituzioni e le aziende continueranno a restare sorde si dovranno assumere interamente la responsabilità politica e morale di quanto sta accadendo e la mobilitazione diventerà inevitabile.
Riteniamo che i contenuti della proposta di modifica normativa, che intervengono sul Codice Penale e sul Codice di Procedura Penale debbano trovare l'opportunità concretizzazione a tutela del personale adibito a servizi di trasporto pubblico nella sua accezione più ampia, così come avvenuto per il personale sanitario con Decreto Legge 137/2024.
Le Segreterie Cgil Roma e Lazio e Filt Cgil Roma e Lazio
